foto: creativemarket.com

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Abbiamo chiesto al dott. Luca Salani, nostro esperto ed head hunter di lungo corso, di raccontare la propria esperienza per aiutarci a comprendere in che modo sta cambiando il mercato del lavoro.

Luca Salani è approdato in CC Global dopo una carriera come head hunter in aziende top dell’head hunting come Michael Page. Migliaia di colloqui fatti, di profili valutati lo hanno portato a rivedere i metodi della ricerca del lavoro e l’atteggiamento con cui si devono affrontare le sfide che esso pone. La maggior parte dei candidati che si presentano ad un colloquio, secondo Salani: “non risulta in linea con la ricerca dell’azienda non tanto per le cosiddette hard skill, quanto più per le lacune nel presentarsi in maniera adeguata e nel proporsi efficacemente”.

E’ all’interno di questo solco lasciato scoperto da un sistema che non ha ancora esplicitato completamente le novità che sono già però visibili, che si pone la mission della nostra azienda. Aiutare chi vuole fare carriera ad adeguarsi alla dinamicità dell’ambiente lavorativo, che poco ha in comune con quello di pochi anni fa.

L’evoluzione del futuro rapporto di lavoro inizia, ovviamente, con il curriculum e il colloquio. Due momenti che non possono essere lasciati al caso ma che devono essere strategicamente organizzati in un ottica di personal branding.

La definizione dei propri punti di forza e originalità serve a creare nella mente dell’interlocutore la fisionomia del candidato che si porrà quindi in maniera differente rispetto agli altri, grazie alla costruzione del “marchio personale” ottenuto attraverso un ben definito posizionamento.

Determinare un’adeguata strategia per l’individuazione di tali elementi di forza è solo il primo step del processo che porrà l’individuo a diventare offerta, non più a essere passivo soggetto di un flusso che va dall’azienda al candidato in maniera univoca. La reciprocità, la propositività, la dinamicità, in una parola le soft skill, devono però anche essere efficacemente comunicate.

In un’era in cui la comunicazione si è slegata dal medium che ne dettava tempi e modalità, nell’era della socialità e della condivisione costante, non si può certo prescindere dalla collaborazione. Il secondo step è infatti la capacità di creare network, posto che la nostra immagine è anche, se non ormai soprattutto, definita dal pubblico di riferimento, dai nostri stakeholder. Diventa fondamentale essere influenti, riuscire ad aggregare o aggregarsi a una virtuale community.

Questi passaggi, tanto nella sfera più “individuale” quanto in quella collettiva, costituiscono il fulcro del valore da dare al futuro, punto cardine del lavoro della nostra realtà imprenditoriale.

Tutto ciò deve essere chiaramente esposto nel colloquio, durante il quale vengono valutate le esperienze pregresse (soprattutto il modo in cui sono state svolte, i progetti di successo, gli obiettivi raggiunti), le qualità trasversali (dinamismo, problem solving, capacità di mirroring), ma anche elementi meno concreti e più legati alla forma, come lo standing e il dress code.

Un percorso che parte quindi dalla preparazione ponderata e strategica di se stessi, un lavoro focalizzato sull’individuo e sul valore aggiunto che può apportare all’azienda presso la quale si offre. Quest’ultima poi, risulta sempre più interessata a quelle competenze “trasversali” di cui parlavamo, le quali risultano essere decisive nella scelta tra profili simili. Non solo più  uno sterile elenco di mansioni svolte, ma le competenze, che di quelle mansioni sono frutto, volte alla risoluzione dei problemi che ha l’azienda in cui vogliamo andare a lavorare.

Mettere in atto le fasi e gli elementi di un processo così ancora poco conosciuto ma così efficace è il nostro mestiere. Questo è il motivo del mio andare oltre l’head hunting e portare tutta la mia esperienza, competenza e perchè no, la conoscenza dei trucchi e del backstage della ricerca e selezione nella Continuità di Carriera di CC Global.