Alessandra lavora in un’azienda nel settore terziario come stagista.

Un percorso accademico in lingue che parte da Bologna e prosegue a Torino, 5 anni, due Erasmus che le hanno permesso di affinare il tedesco e lo spagnolo.

Ancor prima di conseguire la laurea magistrale comincia a sondare il terreno dell’offerta lavorativa. Grazie alla propria rete viene a conoscenza dell’offerta lavorativa nell’azienda in questione.

Dopo un primo colloquio conoscitivo, viene assunta con un contratto di collaborazione. Nel primo periodo impara a comprendere la policy dell’azienda, i vari settori e il modo in cui i consulenti lavorano, riuscendo così a circoscrivere l’area che la soddisfa maggiormente, coerentemente legata anche al percorso di studi: il ramo commerciale di sviluppo e gestione dei rapporti con le aziende.

E’ necessaria molta pazienza e perseveranza all’inizio di ogni lavoro, per rendersi conto del valore del lavoro stesso”.

Successivamente, quindi, si focalizza su un settore, ottiene un contratto di stage e comincia ad intessere la propria rete professionale, ad affinare gli “attrezzi del mestiere”.

In particolar modo se sei giovane, vieni identificato come inesperto e quindi inaffidabile dalle aziende con cui ti interfacci. Ma poi ci provi e si crea davvero un rapporto di fiducia soddisfacente. Ti richiamano e contano su di te, è la soddisfazione più grande”.

Oggi si ritiene soddisfatta del proprio lavoro, cerca un master che le possa dare un’impronta più specifica nell’ambito delle risorse umane e aspira a coniugare i due aspetti che le interessano di più, quello linguistico, che ha studiato e di cui è appassionata a quello commerciale che sta imparando e la entusiasma. Tramite l’esperienza lavorativa, oggi, sta costruendo il proprio obiettivo a cui puntare, diventare commerciale estero.

La storia della nostra Alessandra insegna alcune, fondamentali, regole che possono risultare banali, ma che molti giovani che si approcciano per la prima volta al mondo del lavoro, dimenticano.

  • In primis, è normale non avere obiettivi ben definiti appena usciti dall’università, ma è chiaro che la dinamicità e la perseveranza pagano sempre, anche nel breve periodo.
  • È importante la predisposizione emotiva e caratteriale, l’esprimere sin da subito durante il colloquio di selezione sicurezza e determinazione, ma tutto ciò deve poi essere affinato con l’esperienza.
  • Non scoraggiarsi! La gavetta fa endemicamente parte di qualunque cursus honorum
  • L’esperienza serve a imparare ma anche a rendersi conto del proprio valore.
  • Risulta fondamentale il network, sia online che offline. Il costruire rapporti che servano sia nella fase iniziale della ricerca, sia nella fase successiva. Network, però, che non equivale alle clientelari raccomandazioni, ma al frutto di capacità “soft” indispensabili anche all’interno dell’ufficio.

Quella di Alessandra è una storia a lieto fine, ma non tutte sono così. Dagli ultimi dati riguardo la disoccupazione, l’inattività e la remunerazione media dei giovani non si evince un quadro rassicurante. Le cause sono imputabili a vari fattori: sicuramente una triste congiunzione tra offerta e domanda, in un contesto storico non ottimale, ma dall’altra vi è anche l’inadeguatezza di alcuni giovani nel proporsi in modo opportuno.

“Imparare a non arrivare impreparati” ad un colloquio è quello che abbiamo intenzione di offrire.

Prendere coscienza delle proprie potenzialità, prepararsi attraverso un training che adegui l’offerta alla domanda.

Crediamo che i giovani possano essere una risorsa fondamentale in un’azienda che voglia innovarsi, anche in un’epoca in cui si tende sempre di più a diminuire i rischi. Puntiamo ad accrescere la professionalità di giovani risorse, ascoltando bisogni e aspirazioni per mostrare il modo in cui diventare offerta nel modo migliore.

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